Castelli e CattedraliGravina

Castello di Gravina in Puglia

Della struttura oggi rimangono solo delle mura perimetrali

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Il castello di Gravina in Puglia rientra in quelle poche eccezioni che si isolano dalle opere di ristrutturazione che caratterizzano la maggior parte dei castelli nella rete castellare sveva e che si affermano come struttura edificata ex novo, insieme a Castel del Monte, ai castelli di Lucera e alla domus di Foggia. Sebbene l'attualità non possa più godere del castello vero e proprio, del quale, purtroppo, oggi rimangono solo delle mura perimetrali che si ergono su di un colle a 450 metri d'altezza, si può comunque intendere la pianta della struttura, che si mostra rettangolare, con una lunghezza di quasi 60 metri ed una larghezza di 30 metri.

La storia ci insegna che il castello era un tempo organizzato su due piani, dove il più alto era destinato all'imperatore con la sua corte, mentre quello inferiore alla servitù, ai depositi e alle scuderie. Sono le stesse finestre ad indicarci le differenze: ampie e luminose quelle del piano superiore, anguste e cupe le più basse. Fu esattamente nell'anno in cui Federico II si trasferì per la prima volta in questa residenza che si completò il maniero della stessa. La funzione principale della struttura era quella di ospitare le riunioni della Curia Generale, in cui i giustizieri provinciali riportavano il resoconto del proprio operato: queste si tenevano una volta a Maggio ed una a Novembre, scandendo in due parti l'anno. Leggende popolari narrano di una galleria segreta che avrebbe collegato il maniero del castello al Palazzo Ducale realizzato dalla famiglia degli Orsini.
Social Video12 minutiRicostruzione tridimensionale del Castello di GravinaPietro Masciandaro
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Il degrado attuale dell'edificio è legato all'abbandono dello stesso e al furto dei suoi ornamenti più importanti che si è perpetrato nel corso dei secoli. Inoltre, nel 1456 un violento terremoto avrebbe interessato le terre del Regno di Napoli, motivo per cui si potrebbe ipotizzare un ulteriore deterioramento della struttura. La funzione legata al castello di Gravina evidenzia la volontà di conferire una certa importanza dall'imperatore a tale centro. Interessante appare a tal proposito l'espressione gergale utilizzata ai tempi ogni qualvolta ci fossero contrasti privati o di poco conto, per metterci una pietra sopra, quale "vè r'curr a F'drech". E' nello stesso periodo che si afferma l'allevamento del cavallo pugliese, il che portò a definire quest'area come "cavallerizza", tanto che ancora oggi tale termine indica una contrada di Gravina.

Documento consultato: Castello di Gravina a cura di Giovanni Pacella - Associazione Benedetto XIII
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